Nachos dopo la guerra: una scena tagliata degli Eroi dell’Olimpo



Spero che tutti stiate bene e siate al sicuro! Recentemente stavo sistemando il mio archivio e mi sono imbattuto in questo breve frammento scritto nel lontano 2014, subito dopo l’uscita de “Il sangue dell’Olimpo”. Avevo preso in giro i miei fan che avrei potuto scrivere l’ultimo libro semplicemente sui sette semidei principali seduti attorno ad un tavolo mangiando nachos e farlo durare circa 500 pagine. Sapevo che i lettori avrebbero pianto leggendo Il sangue dell’Olimpo (per molte ragioni) ma specialmente perché si è tornati al punto di vista dei tre semidei che hanno dato il via alla serie: Jason, Piper e Leo. “Ma niente Percy? Niente Annabeth? Waaaaaa!”.
Si si, era intenzionale. Era proprio questo il punto, che Percy ed Annabeth dovevo allontanarsi dai riflettori e lasciare che altri eroi facessero la loro parte. A volte fare un passo indietro è tanto difficile quanto fare un passo avanti.
Ad ogni modo ho scritto questa piccola scena in cui i sette semidei sono nuovamente insieme dopo la guerra con Gea e, in effetti, sono seduti a mangiare nachos chiacchierando su come si sentono per le questioni che ho menzionato sopra. Non ho mai finito la scena, e non so se si può adattare al “canone” delle storie che sono arrivate dopo, ma ho pensato che potrebbe essere divertente, specialmente in questi momenti stressanti di permanenza forzata in casa.
Siate buoni l’un l’altro. Statemi bene. Un giorno potremmo sederci insieme attorno ad un tavolo a mangiare nachos!



Nachos dopo la guerra

“Preparati”, disse Leo. “Questi bambini sono pericolosi.”

Posò i nachos al centro del tavolo. Il piatto era pieno di tortillas tostate, formaggio fuso a fette e jalapeno.

Gli altri semidei si accostarono per studiare la loro nuova impresa.

“Perché sono pericolosi?” chiese Frank. “Esplodono o qualcosa del genere?”

Hazel si accigliò. “Leo, ti prego, dimmi che non hai usato il sangue di Giorno per condire.”

“No, questi nachos sono autentici. Ma gli jalapenos provengono dal giardini di Demetra. Li coltivano, tipo, superpotenza. I migliori che abbia mai avuto”.

Piper estrasse un nacho dalla pila. “Vegetariano?”

“Si, bellezza. Mi sono spezzato il cuore per usare fagioli fritti senza strutto, ma per te sono sceso a compromessi. Ora, la vera sfida…”

Leo tirò fuori un barattolo di salsa di peperoncino verde. “Benzina Super Valdez. Può provocare severe ustioni.”

“Prendilo” Percy si sfregò le mani. “Adoro il piccante”

Annabeth gli diede una gomitata. “Dopo aver bevuto dal Flegetonte puoi ancora dirlo?”

“Beh, mi ci tuffo” disse Jason. “Prima che si raffreddino.”

“Oh, non succederà.” La mano di Leo scoppiò in fiamme. Brucò la cima della montagna di nachos. “Ecco qua, tostati direttamente al tavolo”

I semidei iniziarono ad estrarre i nachos dalla pila evitando la “super benzina Valdez”.

Era stato un bel pomeriggio al padiglione del pranzo. La maggior parte dei semidei era fuori per le attività di fine estate: lezioni di tiro con l’arco, parete da arrampicata, canoa intorno al lago. Accanto alle stalle Arion stava sgranocchiando un mucchio di pepite d’oro, facendo il pieno dopo il viaggio da Campo Giove con Hazel e Frank.

“E’ strano che mi manchi l’Argo II?” Si chiese Jason.

“Nah.” Percy si fece saltare una fetta di jalapeno in bocca. “abbiamo passato dei bei momenti su quella nave, quando non stavamo per morire. Questo è il punto.”

“Che era praticamente sempre” aggiunse Annabeth.

Piper sospirò, guardando verso Long Island. “Si. Bei tempi”.

Hazel lanciò un diamante sulla maglietta di Leo “Non riesco ancora a credere che tu ci abbia fatto pensare che fossi morto.”

“Ok, prima di tutto”, disse Leo “ero morto. In secondo luogo, sono tornato il prima possibile. Ogigia è tipo… molto lontano. Sono solo felice che non siano passati secoli. E terzo, ho fatto i nachos. Questa è la miglior offerta di pace a cui potrei pensare.”

“Sei sicuro di non poter restare?” chiese Jason. “Voglio dire, amico, tutti hanno bisogno di te qui.”

“Lo apprezzo” disse Leo. “ma Calipso vuole vedere il mondo. E io voglio mostrarglielo.”

Percy si schiarì la gola, come se gli fosse andato di traverso l’jalapeno. “Quindi… dov’è lei?”

“Efesto l’ha portata a Manhattan per il pomeriggio. Ha pensato che sarebbe stato più semplice, dandomi inoltre del tempo per stare con voi. Inoltre vuole vedere la città.”

Frank raccolse il formaggio dai suoi nachos. In momenti come questo odiava essere intollerante al lattosio. “Quindi dove andrai dopo? Verrai a visitare Campo Giove? So che Reyna vorrebbe vederti. ”

Leo rise “L’ultima volta che sono stato là ho fatto saltare il suo Foro, ma grazie. Magari uno di questi giorni. Non lo so. Non abbiamo alcun piano. E in un certo senso mi piace così.”

Percy notò uno sguardo sognante e felice sul viso di Leo, come se avesse appena fatto un bellissimo sogno avvolto il calde coperte in un comodo letto. Questo lo rese felice per Valdez, ma anche un po triste.

“Mi sentivo così inutile” disse Percy “Intendo… le ultime battaglie contro i giganti e contro Gea. Qualcun altro si sente come io non fossi stato lì?”

“Questo era il punto, cervello d’alghe” disse Annabeth sorseggiando la sua limonata.

“L’essere inutile?”

“No, il tuo difetto fatale… mia mamma ti ha avvertito. Cimopolea ti ha avvertito. Ne hai sentito parlare per anni. Per salvare un amico, perderai il mondo. Non puoi fare un passo indietro se un amico è nei guai?”

“Si, ma…”

“Amico” disse Leo “ so che è stata dura, ma dovuto tirare fuori quella acrobazia: sollevare da terra Gea, farla saltare in aria, rischiare la vita. Se te ne avessi parlato…”

Percy sospirò. “Va bene. Avrei cercato di fermarti. O aiutarti. O qualcosa.”

“Ed è quello che Gea avrebbe voluto: farci attraversare la linea, incasinandoci a vicenda.” Leo estrasse un altro nacho dalla pila. “la tua grande sfida è stata fare un passo indietro invece di fare il grande eroe. Lasciandomi fare quello che dovevo fare.”

“Molto eroico” borbottò Percy.

“Questo è il punto” concordò Piper.

“Questa è anche la mia lotta!”, disse Annabeth. “il mio difetto è l’orgoglio. L’ho imparato da quando la Argo II è salpata. Pensavo di poter risolvere ogni problema, ma non posso. Avevo bisogno dell’aiuto di Piper. Avevo bisogno di accettare che altre persone dovevano agire, correre il rischio, risolvere il problema quando non potevo. Percy… abbiamo avuto la nostra parte di problemi.”

“Ad esempio come nel caso del Tartaro” disse

“Si. Ma alla fine - era tutto Jason, Piper e Leo. Proprio come è iniziato. È così che doveva finire. Facciamo un passo indietro e lasciamo che le cose vadano come devono. È stata la nostra ultima grande sfida.”

“Sto solo dicendo che è stato un po’ deludente…”

Hazel sorrise “Un giorno, quando scriveranno di questa storia, scommetto che i lettori diranno la stessa cosa. Il grande Percy Jackson e Annabeth Chase… la loro ultima sfida è stata quella di non essere quelli che hanno risolto la situazione, ma la loro battaglia è stata essere in grado di lasciar fare. Magari le persone che leggeranno la vostra storia… sarà anche la loro battaglia. C’è sempre un momento in cui bisogna saper lasciare andare.”

Percy dovette sorridere. “Hazel, hai fatto molta strada da quel giorno al Caldecott Tunnel. Guardati adesso - centurione, maga, picchiatrice a tutto tondo”

Hazel roteò gli occhi al cielo. “Bene, sei comunque il più pauroso e potente semidio che conosca, Jackson. Sto solo dicendo… questo è il motivo per cui è cosi dura per te non essere al centro della lotta. Ma doveva essere in quel modo. Questo non significa che non avrete altre sfide in futuro.”

“Oh, per favore” gemette Percy “posso finire prima le superiori? Ho bisogno di un po’ di riposo e recupero”.

“E un po di tempo con la tua ragazza” aggiunse Annabeth.

“E quello”

“Hey” disse Frank “hai visto tua madre? Mi ricordo che quando eravamo in Alaska hai provato a chiamarla”

“Si, l’ho vista” disse Percy “lei… beh, sapeva che stavo bene. Le ho mandato alcune lettere attraverso gli spiriti del vento e un messaggio Iride dopo la battaglia. Ma quando sono tornato a casa, amico, ho pensato mi spaccasse qualche costola abbracciandomi così forte. Sta bene, penso, mia mamma è una donna forte. Ha finito il suo primo romanzo.”

“Bene,” disse Jason “e… il romanzo è su di te, giusto?”

Percy si accigliò “non me lo vuole dire. E questo mi preoccupa. E quel piccolo sorriso che ha fatto al mio patrigno Paul… non so. Ha detto che vuole che sia una sorpresa.”

“Oh oh” disse Piper. “Bene, se lo pubblica e diventa un best seller, posso darti qualche consiglio su come avere a che fare con i genitori famosi. Non è tutto giochi e divertimento”.

Rick Riordan

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